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NON SOLO 7 OTTOBRE
OLTRELIBRO
60b24480cf9e1f1f716120677c7e53ae.jpgSpesso le parole, e conseguentemente anche i libri, si fanno portatrici di messaggi nuovi e dirompenti. La Libreria del Teatro vuole condividere con Voi amici lettori le emozioni che queste riflessioni suscitano. Per il concept Una Curiosità al giorno..., proponiamo Oltrelibro, spazio di approfondimento in attualità.

Dal blog http://bitonto.myblog.it estrapoliamo alcuni dei passaggi più profondi dell'intervento di Sabino Paparella, invitando tutti a cliccare qui e a leggerne il testo per intero.

La legalità non è un valore.
Come è scritto nel Vangelo, alla fine dei giorni dovremo rendere conto delle nostre "parole inutili". Dunque stiamo attenti a non sciupare questa parola. Anche i mafiosi, è successso realmente, promuovono la diffusione e la propaganda dell'educazione alla legalità: diventa un vuoto stigma, un manifesto pieno di ipocrisia e di esteriorità per stornare da sè sospetti e accuse.
Integrare la legalità nel proprio modus vivendi è cosa differente. Alla legalità non occorrono celebrazioni, convegni, omelie e vuote eco di pomposi discorsi.
Legalità è prima di tutto vivere la propria cittadinanza con responsabilità civile; se ognuno assolve al proprio dovere civile, solo allora può chieder contezza dell'operato delle istituzioni per la ricostruzione di una filiera "virtuosa della legalità". Allora chiedere politiche di vera giustizia sociale ritrova un suo senso: l'ubi consistam della "lotta alle mafie" non può che essere una giusta attenzione al sociale, alle sue fasce più deboli, più emarginate, più indebolite dalla fame sociale: agendo su di esse, donando loro un'attenzione onesta e responsabile, i "figli della mafia" vengono meno, il cono d'ombra che ottenebra la società civile ritrova il lume della giustizia.
Inderogabile, però, la nostra vocazione alla responsabilità. Senza di essa nulla ha senso, e le registrazioni di conferenze come questa sono destinate a rimanere reperti museali; parole, belle sì, ma vane.


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