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SONGS: IL NUOVO CD DI VINCENZO MASTROPIRRO
b71dc7b07e3156eeac081e8a25260b27.jpgHo ascoltato Songs, il lavoro di Vincenzo Mastropirro con il suo nutrito gruppo di strumentisti composto e suonato su dieci poesie di Vittorino Curci, poeta e sassofonista ospite anch’egli del “Mastropirro Ermitage Ensemble”.
L’impressione è di avere in mente, dopo l’ascolto, un vasto tema, non solo di musiche complesse, articolate, ricche di memorie e di immagini, ma anche un vasto campo di umanità espressa in sentimenti, ricordi, sensazioni, cellule di racconti, emozioni.
Il tutto si fonde nella mia mente e nel cuore dominato dalla straordinaria voce di Patrizia Nasini e dagli inserimenti strumentali degli eccellenti Gianni Coscia alla fisarmonica e Roberto Ottaviano al sax soprano. La Nasini, con quella sua dizione chiarissima, miracolosa in altezze dove nessuna cantante sillaba le consonanti per non compromettere l’intensità del suono della voce, si permette una scansione perfetta pur mantenendo una dolcezza e una filatura di suono quanto mai espressive.
E’ la Nasini stessa con sonorità densa, profonda, e una ricchezza di armoniche invidiabile, da vero contralto, che interpreta melodie dai toni più profondi.
Più il tempo passa più ella sorprende come tecnica e capacità espressiva e, sorprende anche per una sua naturale coerenza al rifiuto di banalità: non l’ho mai sentita abbandonarsi a birignao di maniera.
La sua voce si attiene sempre a servire il senso del testo di Curci ed è fedele al lirismo della musica di Mastropirro tanto da esprimere, senza aggiunte di artifici, quanto è nella poesia che in quel momento sta cantando.
I brani sono architettati sapientemente: dieci poesie tutte belle, intense e anche queste, come la voce che le interpreta, lontane da trucchi o artifizi di alcun tipo.
In ogni composizione, Vincenzo Mastropirro ha sapientemente affidato ad uno strumento particolare o comunque a gruppi di strumenti il discorso melodico in un crescendo di colori sempre diversi, per cui l’ascolto non risulta mai monotono.
Gli strumentisti irrompono con improvvisazioni molto belle, spesso su pedali armonici suonati dal pianoforte in funzione percussiva insieme alle percussioni che spesso vengono utilizzate in modo ironico e giocoso: tutto è al servizio di una buona musica che si fonde perfettamente con le poesie di Vittorino Curci.
Posso così affermare di trovarmi di fronte ad un lavoro di alto livello.
Il disco è in gran parte live e si evince dagli applausi del pubblico che si è lasciato trascinare volentieri in questo complesso viaggio sonoro e poetico, un po’ onirico, un po’ introspettivo, artisticamente onesto.
La qualità del Mastropirro Ermitage Ensemble è ottima, l’insieme è perfetto, incisivi gli interventi di tutti i musicisti, ogn’uno con la propria sensibilità ed elemento distintivo.
Spero un giorno di poter anch’io ascoltare dal vivo questo concerto così unico, originale e brillante.

Giovanna Marini musicologa/compositrice

altre informazioni
www.vincenzomastropirro.it





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