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E' appena uscito, edito da Castelvecchi, Controinformazione - stampa alternativa e giornalismo d'inchiesta dagli anni Sessanta ad oggi di Massimo Veneziani, freelance nel settore televisivo.

Carlo Lucarelli, nella prefazione al libro, scrive: "controinformazione è stato quasi sempre sinonimo di informazione in un Paese dove uomini dei Servizi Segreti fabbricano materialmente false prove per false piste, Poliziotti e Carabinieri nascondono l’esito delle indagini, alti ufficiali delle Forze Armate mentono al Governo e membri del Governo mentono al Parlamento. Se a tutto questo si aggiungono giornalisti professionisti pagati per mentire si capisce quanto sia difficile nel nostro Paese fare e avere una corretta informazione".

Perchè con Controinformazione - stampa alternativa e giornalismo d'inchiesta dagli anni Sessanta ad oggi, Veneziani vuole ripercorrere la storia dell'informazione militante e del giornalismo investigativo nel nostro Paese, dall’inchiesta sulla morte del bandito Giuliano ai giorni del G8 di Genova, dalla morte di Sindona alle recenti inchieste dell’Espresso e della Repubblica passando per le stragi di Piazza Fontana e di Ustica.

Vicende descritte dai giornali, dalle riviste e dalle radio, ma che hanno proiettato intorno a sé ombre e silenzi inquietanti. Un agile racconto scritto attraverso i documenti, i giornali e le testimonianze dei protagonisti: quei giornalisti e quegli studiosi che, con coraggio e passione civile, hanno vissuto e raccontato quegli anni e il presente. E perché no, anche con uno sguardo verso il futuro.

Attraverso questo libro emerge tutta l'anomalia della storia italiana, dagli anni della sovranità limitata al terrorismo, dalla fine della Prima Repubblica al bipolarismo incompiuto.

Interessante la conclusione di Veneziani relativa ad Internet: "ma cosa succederà alla rete ad esempio tra vent’anni? L’esperienza delle radio libere insegna che la loro esplosione è stata possibile grazie anche alla deregulation normativa che, una volta disciplinata, ha imposto paletti alla libertà d’azione. E se con la Rete succedesse lo stesso? Per mettersi al riparo da qualsiasi tipo di rischio occorre sfruttare al massimo le risorse che questo mezzo ci offre, occuparne gli spazi e adoperarlo nella maniera più costruttiva. I passi avanti della tecnologia legata a Internet ce lo consentono. Agli operatori dell’informazione viene data una possibilità enorme: la tecnologia oggi consente la produzione, la custodia e la diffusione del materiale come mai prima".

Proprio per questo nel suo libro Veneziani dedica un capitolo a Indymedia, rete di siti indipendenti a gestione collettiva e vicini al mondo no global, impegnati in un'attività di "controinformazione militante".

Il tutto a patto "di mantenere sempre, come insegnano gli autori delle migliori pagine di controinformazione del passato, un atteggiamento critico" nel leggere le notizie così come nel raccoglierle e diffonderle.



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   Gianfranco Cannito